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01/12/2016, 13:42





 L’arte dolciaria in italia ha ancìtichissime tradizioni ma sopratutto una grandissima varietà. Modica è una delle capitali del cioccolato con le sue speciali caratteristiche che l’hanno portata ad essere leader nell’arte del cioccolato



Tra le carte dei principi Grimaldi, le prove documentali della produzione fin dal 1746 del cioccolato di Modica, spuntano anche i nomi dei cioccolatieri e la certificazione del consumo delle varietà più variegate negli ambienti aristocratici del 700 della capitale della contea.  A compiere la ricerca nell’archivio di stato di Ragusa su questi nobili golosoni col vizietto del cioccolato è Grazia Dormiente, etno-antropologa e scrittrice. "Tanto golosi questi Grimaldi che a loro servizio chiamavano i cioccolatieri di allora per farsi preparare le così dette cotte di cioccolato. Una balata di cioccolato corrispondeva ad una cotta di 30 libbre. Queste carte ci hanno rivelato, ed è questa la loro validità e anche la loro importanza documentaria, sia l’aristocratica golosità sia gli artigiani con i loro nomi e cognomi e inoltre tutto ciò che riguarda la cultura materiale e cioè gli attrazzi e gli utensili che venivano utilizzati". Tra le carte dei principi anche la maestria e la manualità ereditati dagli artigiani modicani del 3° millennio .

Stesse attrezzature, stessi utensili di ispanica memoria vengono utilizzati nei laboratori che hanno aderito al Consorzio di tutela del cioccolato di Modica. "E’ una lavorazione antica che parte dal ’700, gli antichi cioccolatai frantumavano le fave di cacao e nella "valata ra ciucculatta", spianatoio a mezzaluna interamente di pietra lavica riscaldato dal di sotto col fuoco ardente, fuoriusciva la massa di cacao che  poi si amalgamava con lo zucchero. Adesso i passaggi si sono accorciati, viene usata direttamente la pasta di cacao mescolata con lo zucchero e degli aromi quali la cannella, il peperoncino o la vaniglie ma  il tutto lo si amalgama ancora nella  "valata" calda e il processo di striatura del "pistuni"amalgama lo zucchero con la cioccolata".

Cioccolato modicano dunque di elevato pregio, certificato dalla tradizione e dalle carte settecentesche  ma anche da benemerite istituzioni. Giovanni Ballarini presidente dell’Accademia italiana cucina:" L’arte dolciaria in italia ha ancìtichissime tradizioni ma sopratutto una grandissima varietà. Modica è una delle capitali del cioccolato con le sue speciali caratteristiche che l’hanno portata ad essere leader nell’arte del cioccolato plastico attraverso la realizzazione di sculture da mangiare". Intorno al cioccolato a Modica girano attività economiche e culturali , la produzione della barretta al peperoncino ed alla vaniglia coinvolge anche il mondo della scuola: dal liceo artistico volti e animali d’ispirazione tardo barocca.

Dalle carte antiche non solo il cioccolato ma anche dolci tradizionali che arrivano dai conventi, dolci legati a festività religiose: Elena la Delfa, docente di enogastronomia dice: "all’interno delle mura del convento le cosidette gattoparde siciliane e cioè le badesse  e le priore si dedicavano a varie arti femminili e trasferivano la loro raffinatezza nell’arte dolciaria. Le monache di casa divenivano così un ponte di collegamento tra i monasteri di clausura e i dolcieri".

Il cioccolato stimola le attività celebrali favorendo l’euforia ed infatti il cioccolato di Modica non è soltanto un alimento squisito, viene impiegato nei centri di bellezza per dolci e vigorosi massaggi. I fans del cioccolato sono tanti, sia uommini che donne che traggono beneficio dalle sue caratteristiche stimolanti dei cinque sensi.


Sulla mappa potete individuare le pasticcerie che aderiscono al Consorzio di Tutela del cioccolato di Modica e la loro ubicazione

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